La nascita della nostra sezione

Stesura di Tonino Pellegrini

Gennaio 1957 - Tonino Pellegrini arbitro al Vomero in Napoli - Palermo

01/1957 – Tonino Pellegrini arbitro al Vomero in Napoli – Palermo

C’era una volta un gruppo di aitanti giovani, perciò robusti, prestanti, gagliardi e vigorosi. Questi erano: il rag. Papetti Ettore, il rag. Antonio de Bernardis di Frosinone, il sig. Ferri Domenico, il rag. Ettore Rosati di Sora, l’insegnante Fuoco Francesco di Isola del Liri, il rag. De Bernardis Giulio di Frosinone e il sig. Forestieri Antonio di Sora.

Scorrevano gli anni trenta e già lo sport appassionava la gente. Il Cronista Nicolò Carosio, dalla prima rudimentale radio E.I.A.R. (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), faceva palpitare gli sportivi con la sua dialettica pungente del “GOL! No quasi gol, perchè il pallone ha quasi sfiorato il palo della porta”. I Ragazzi, con la maglia azzurra, del Comm. Vittorio Pozzo vinsero i Campionati del Mondo (allora Coppa Rimet) nel 1934 e 1938.

La Classe Arbitrale Italiana “sfornava” i “Principi del Fischietto” quali l’avvocato Mauro, Mattea, Scofani, Marchese, Dattilo, Orlandini, Fois, ecc… che spesso, anzi spessissimo, venivano chiamati all’estero a dirigere GARE IMPORTANTISSIME.

I sopra citati giovani “Ciociari”, all’insaputa l’uno dell’altro, si sentirono di far parte della “famiglia calcistica italiana” quali arbitri e ci riuscirono sostenendo gli esami a Roma nella sede della C.I.T.A. (così si chiamava l’Ente Arbitrale della Federazione Italiana Giuoco Calcio e cioè Comitato Italiano Tecnico Arbitrale). Questi Pionieri Fischietti Internazionali e questi Pionieri Fischietti Ciociari accumuliamoli insieme con un ideale fraterno e forte abbraccio.

Ma CARI GIOVANI COLLEGHI CIOCIARI che mi state nel Cuore e che mi state leggendo, scusatemi se scrivo come anch’io diventai Arbitro di Calcio.

Com’è noto, nel 1939 scoppiò la guerra, chiamata Secondo Conflitto Mondiale. Anch’io giovane diciannovenne fui chiamato alle armi. Feci il Corso Allievi Ufficiali e promosso Sottotenente, fui inviato alle Truppe Alpine Guardia alla Frontiera: destinazione Alpi Marittime, Confine Francese. Caposaldo Ischiatore a metri 2300 d’altitudine. Furono cinque anni tra i pini stecchiti e le rocce ghiacciate a quote sempre superiori ai duemila. Dalle Alpi Marittime mi mandarono alle Cozie, di cui un periodo al Carborant a metri 3010 d’altitudine, dove non potevano arrivare nemmeno i muli.

1971 - Antonio Pellegrini con il Dott. Artemio Franchi, Presidente UEFA, al Cinquantenale della Sezione AIA di Firenze.

1971 – Antonio Pellegrini con il Dott. Artemio Franchi, Presidente UEFA, al Cinquantenale della Sezione AIA di Firenze.

Per un mese vivemmo di gallette e carne in scatola, bevanda la neve che “squagliavamo” con le mani. Arrivò l’8 Settembre 1943 e tornammo a casa, riportando “LA PELLE”, anche perchè m’era andata bene a non partire per la Russia dove colleghi amici miei lasciarono la vita. A casa continuarono i sacrifici perchè sulle montagne di Cassino si combatteva ancora.

Ma anche quel periodo finì e la vita pian piano cominciò a riprendere e così lo sport. Ero con mia madre e mia sorella tornato dalla “nostra” casa d’Anitrella dov’ero nato. Avevo ripreso l’insegnamento e a giocare nuovamente al calcio con la squadra dell’Isola liri.

Recandomi quasi tutti i pomeriggi in quella cittadina, un giorno l’Arbitro Francesco Fuoco, anche lui insegnante ed in precedenza compagno, anni 30-31-32, nel Collegio San Leone Magno di Roma, mi presentò un giovane venuto da Roma: era un dirigente del C.I.T.A. della Sezione Arbitri di Roma, il Comm. Renato Saraceni. Questi subito mi disse: “Oh! Che bell’Arbitro”. Prendemmo il caffé e mi convinse a diventare arbitro. M’avrebbe spedito gli allora due libri: Regolamento e Casistica. Li avrei studiati da “privatista” con le interrogazioni del buon caro amico, già arbitro da prima della guerra, Francesco Fuoco. Esami da fare poi a Roma o altre località.

Ora viene il bello! Passarono alcuni mesi e la vigilia di San’Antonio, cioè il 12 Giugno 1945, m’arrivò il telegramma che aveva impiegato tre giorni. Il giorno dopo ESAMI A COLLEFERRO.

1952 - Orazio Fattoracci (al centro) al "Chiappitto" di Alatri.

1952 – Orazio Fattoracci (al centro) al “Chiappitto” di Alatri.

Io sapevo che dovevo andare a casa di Enzo Ferri a Colleferro e che gi esami si facevano nei locali del dopolavoro dello Stabilimento Statale della B.P.D. ma non sapevo l’ora. Ed allora? non c’era più tempo, i telefoni non esistevano e pensando che tutti gli esami avrebbero avuto inizio alle 8.30 (mattino), che faccio? M’alzai alle 3 (di notte s’intende) e partii con quella “scassatissima” bicicletta ch’era stata sotto terra per tutti i dieci mesi del fronte a Cassino per non farla prendere ai soldati tedeschi che rastrellavano tutto ciò che trovavano. Immaginate, cari arbitri, che disastroso viaggio con le strade ancora rotte e i ponti da… rifare.

Arrivato a Colleferro alle 8 e trovata subito casa Ferri, la Signora, saputo ch’ero arrivato in bicicletta, mi diede del “pazzo”, perchè gli esami ci sarebbero stati si alle 8.30, ma a quelle della sera e perciò avrei potuto fare il viaggio comodamente con la corriera che arrivava a Colleferro alle 11. Ma andò bene lo stesso perchè nel primo pomeriggio arrivarono in casa Ferri gli altri candidati e potemmo fare una “gran ripassata” della casistica tanto che tutti i 12 esaminati facemmo ottima figura e, malgrado la mezzanotte, la cuoca della mensa degli impiegati dello stabilimento ci preparò una ricca cena con antipasto di olive e salame, fettuccine al sugo di lepre, pollo, abbacchio e pecora, anche se c’erano ancora le ristrettezze del dopoguerra. Eravamo, così, 12 nuovi Arbitri della Federazione Italiana Giuoco Calcio – Comitato Tecnico Arbitrale.

29 giugno 1951

E venne il giorno della SEZIONE al Capoluogo di Provincia Frosinone – Festa di San Pietro

I Magnifici sette erano diventati cinque, perchè i due frusinati Ettore Papetti e Antonio De Bernardis s’erano ritirati per motivi di salute.

1958 - Orazio Fattoracci con Renato Siddi (a destra) mentre entra sul "Matusa" di Frosinone

1958 – Orazio Fattoracci con Renato Siddi (a destra) mentre entra sul “Matusa” di Frosinone

A questi cinque m’era aggiunto io dal 13 giugno 1945, ma presto diventammo nove perchè arrivarono da Roma un sottufficiale ed un impiegato trasferiti allo Stabilimento – Polverificio dello Stato di Fontanaliri: questi erano Gino Fasani, Giuseppe Cadolino e in più un certo Di Renzi.

Essendo così esiguo il numero non potevamo pretendere la sezione a Frosinone. Giustamente il C.I.T.A. (Comitato Italiano Tecnico Arbitrale) ci mise in forza alla sezione di Roma con l’invito di andare ad assistere due volte al mese e precisamente il 2° ed il 4° venerdì alla Sezione Via degli Astalli 1, 3° Piano (vicino Piazza Venezia), alle RIUNIONI TECNICHE OBBLIGATORIE.

Francamente ne eravamo contenti perchè era piacevole ed istruttivo sentire quelle conferenze di Dattilo, di Fois, di De Pità, di Orlandini, quelle lezioni, quei dibattiti, quelle chiacchierate, quei consigli, quel proficuo dibattito tra Arbitri e Dirigenti Arbitrali sull’applicazione del vantaggio, sulla valutazione dell’intenzionalità e sulle due regole “clou”, 11 Fuori Gioco e 12 Falli e Scorrettezze.

Si arrivò così all’annata sportiva 1948-1949. Tra noi Arbitri Ciociari (piccolo nucleo) si cominciò a discutere sulla eventualità di una sezione a Frosinone Capoluogo della Provincia Ciociara. Ma come fare? L’unico arbitro di Frosinone era il rag. Giulio De Bernardis. Questi era impegnato all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale di Frosinone, ma all’ufficio distaccato di Ceprano. Ci riunimmo e demmo l’incarico al Buon Giulio di avvicinare il Comm. Generoso Dattilo, Arbitro Internazionale di Roma e dirigente nazionale del C.I.T.A. – Giulio volle che io l’accompagnassi a Roma. Andammo da Dattilo in Via della Conciliazione 1 (a pochi metri dalla Basilica di San Pietro) dove Dattilo lavorava al 2° Piano.

Questi ci promise di aiutarci, ma ci consigliò di fare un corso Allievi Arbitri tra i giovani sia della zona di Frosinone (Lui De Bernardis) e sia nella zona di Isola del Liri (sia io che Fuoco). Ci demmo da fare e ne rimediammo una quindicina. Chiedo scusa se non ricordo i nomi di tutti e così da Isola del Liri e Frosinone furono promossi: Costantini L., Costantini Ugo, D’Orazio, Fattoracci, Filippetti, Granieri, Luccioli, Ceccarelli G., Ceccarelli M., Magliocchetti, Natalizio, Sordi, Paterni E., Paterni F., Venditti e, come ripeto, alcuni DI CUI NON RICORDO IL NOME.

Era Fatta: FROSINONE POTEVA AVERE LA SEZIONE PROVINCIALE ARBITRI.

Si arrivò ad andare ancora alcune volte a Roma dal Comm. Generoso Dattilo e si “ebbe” LA SEZIONE a firma del Dott. ROMOLO RONZIO – PRESIDENTE NAZIONALE.

Intanto il C.I.T.A. divenne A.I.A. – Associazione Italiana Arbitri, ed era autonoma. Dopo qualche anno divenne A.I.A./S.A. della F.I.G.C.; cioè l’A.I.A. divenne Settore Arbitrale della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Il De Bernardis, eletto Presidente, si mise al fianco, quale SEGRETARIO, un ottimo elemento, che allora giovane, aveva tanta voglia di lavorare e cioè Orazio Fattoracci. Alcuni furono “eletti” consiglieri tra cui io. La prima sede fu un’appartamento in Corso della Repubblica.

ALL’INAUGURAZIONE RICORDO BENE – 29 GIUGNO 1951 – VENNE IL COMM. GENEROSO DATTILO – PRANZO NELL’ALLORA PIU’ ELEGANTE RISTORANTE DI FROSINONE “VILLA GAIA”.

a.b. Antonio Pellegrini : 1919 -2005

Arbitro dal 1945

Ha diretto fino alla CASP – E’ stato O.A. alla CAN

A.B. dal 1962 – E’ stato Presidente di Sezione



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