
l protagonista silenzioso dell’ultima Coppa d’Africa non è stato un attaccante, né un rigore parato, ma un asciugamano. O meglio, l’asciugamano e il suo imprevisto “bodyguard”: il secondo portiere del Senegal, Yehvan Diouf.
Durante la competizione, si è venuta a creare una dinamica singolare: i raccattapalle avversari (in particolare durante le sfide con il Marocco) tentavano spesso di sottrarre l’asciugamano al portiere rivale. In una giornata di pioggia torrenziale, quell’oggetto non era un semplice accessorio, ma uno strumento fondamentale per asciugare i guanti e garantire una presa sicura sul pallone.
Per evitare il “furto”, Diouf ha preso una decisione drastica: invece di sedere in panchina, si è posizionato dietro la porta del proprio compagno per tutta la durata del match, proteggendo l’asciugamano da raccattapalle e avversari, arrivando persino allo scontro fisico.
Per i tifosi è diventato un eroe. Ma per noi arbitri, la domanda sorge spontanea: un calciatore di riserva può stazionare dietro la porta durante il gioco? Cosa dice il Regolamento?

Indice
La Regola 1 e l’Area Tecnica: dove devono stare le riserve?
Per analizzare il caso, dobbiamo aprire il Regolamento alla Regola 1 (Il Terreno di Gioco). Il testo è chiaro riguardo all’Area Tecnica:
L’area tecnica si riferisce a gare che si disputano in stadi che dispongano di una
zona con posti a sedere (panchine) per dirigenti, calciatori di riserva e calciatori
sostituiti […] Soltanto una persona alla volta è autorizzata a dare istruzioni tattiche dall’area tecnica.Ma il punto cruciale riguarda i posizionamenti: i calciatori di riserva devono rimanere seduti all’interno dell’area tecnica. Non è previsto che vaghino per il recinto di gioco a loro piacimento, né che stazionino dietro le porte, a meno che non vi sia una specifica eccezione legata al riscaldamento.
L’eccezione del riscaldamento (e perché Diouf non rientrava)
Il regolamento permette ai calciatori di riserva di lasciare la panchina per effettuare il riscaldamento. Di norma, la zona preposta è alle spalle del primo assistente o, se lo spazio non è sufficiente, dietro la porta (senza pallone).
Tuttavia, il discriminante è l’attività svolta. Un calciatore che si riscalda è in movimento, esegue esercizi atletici e si prepara a entrare. Nel caso di Diouf, il calciatore era statico, posizionato con il solo scopo di fare la guardia a un oggetto.
Tecnicamente, quindi, la sua posizione non era regolare. A termini di puro regolamento, l’arbitro (o il IV Ufficiale) avrebbe dovuto invitarlo a rientrare nell’area tecnica.
Il rischio dell’interferenza: Regola 3 e sanzioni
Perché il Regolamento è così rigido su questo punto? Non è solo questione di ordine, ma di interferenza. La Regola 3 (I Calciatori) è stata recentemente inasprita proprio per punire le interferenze di chi non dovrebbe essere in campo.
Immaginiamo che, durante un’azione concitata in area di rigore, il pallone caramboli verso Diouf (appostato dietro la porta) e lui, istintivamente o per errore, lo tocchi o ostacoli un avversario che sta per rimetterlo in gioco. Oppure immaginiamo che la sua presenza scateni una rissa con i calciatori avversari (cosa che è quasi successa).
In quel caso, l’arbitro si troverebbe costretto a prendere provvedimenti pesanti:
- Provvedimento disciplinare: Ammonizione o espulsione per comportamento antisportivo.
- Provvedimento tecnico: Se l’interferenza avviene sul terreno di gioco, si riprende con un Calcio di Punizione Diretto o di Rigore contro la squadra del calciatore di riserva.
Conclusione: l’importanza del “controllo periferico”
La storia dell’asciugamano di Diouf ci lascia una lezione fondamentale, molto più preziosa della cronaca sportiva: l’arbitro deve avere gli occhi ovunque, anche dove non c’è il pallone.
Che si sia trattato di una tolleranza estrema o, più probabilmente, di una mancata percezione, il rischio corso dalla terna è stato altissimo. Un calciatore di riserva fuori posto è una variabile che può decidere le sorti di una gara con un’interferenza non voluta.
Un altro consiglio importante è quello di evitare di far riscaldare i calciatore dietro la linea di porta proprio per evitare che questi possano interferire con il gioco portando ad un calcio di punizione diretto o addirittura un calcio di rigore
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