“Grossi” esordi in Serie A per la Sezione di Frosinone

1 Giugno 2017


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Un Michele Grossi a 360°, quello che abbiamo incontrato a distanza di qualche giorno dal suo esordio in Serie A nella gara tra Torino e Sassuolo giocata il 28 maggio 2017. Abbiamo approfittato per porgli qualche domanda e, con la disponibilità che lo contraddistingue, ha spaziato dalla Lega Pro alla Serie A, dal rapporto con Stefano Farina all’esordio condiviso con Antonio Rapuano e poi ha terminato condividendo con noi una dedica speciale.

Domanda 1

Nel giro di un anno sei stato designato per la semifinale di ritorno dei playoff di Lega Pro (Pordenone – Pisa), l’esordio in serie B (Vicenza – Carpi) e, domenica scorsa, l’esordio in Serie A (Torino – Sassuolo). Quali sono le analogie e le differenze che, a livello emotivo, hai provato tra una partita e l’altra?

Tutte e tre le partite hanno rappresentato il picco di quella che, sino ad ora, è stata la mia carriera arbitrale.

A Pordenone, nonostante si trattasse di una partita molto importante e delicata per entrambe le squadre, avevo la consapevolezza di poter fare un’ottima prestazione in quanto dopo quattro lunghi anni di CAN PRO mi sentivo ormai un veterano della categoria.

Diverso, invece, il caso dei due esordi nel corso di questa stagione: mi affacciavo per la prima volta in una nuova categoria, prima la Serie B e poi la Serie A, ed accanto alla consueta determinazione non poteva non esserci anche un bel po’ di emozione. A Vicenza la novità principale è stata sicuramente quella dell’utilizzo degli auricolari dal momento che in Lega Pro eravamo abituati soltanto alle bandierine elettroniche.

A Torino, seppur l’emozione fosse davvero alle stelle, sono riuscito a godermi ogni istante della trasferta, momenti che conserverò dentro di me a vita.

Domanda 2

Nella partita di Torino, insieme a te, ha esordito in Serie A anche l’arbitro, Antonio Rapuano di Rimini. Come avete condiviso la gioia di una designazione così importante nella settimana precedente alla gara? Raccontaci il vostro stato d’animo.

Quando ho letto il nome di Antonio sullo schermo del cellulare ho pensato subito ad una telefonata come tante altre: è un caro amico, oltre che un collega, e di tanto in tanto siamo soliti sentirci al telefono per un saluto o per uno scambio di opinioni. Ma, appena ho risposto, stavolta mi sono sentito dire: “visto che quest’anno non siamo ancora usciti insieme domenica prossima ti porto a Torino, sei contento?”.

A quel punto non sono riuscito a trattenermi ed ho urlato tutta la mia gioia! Io e Antonio arbitriamo insieme dai tempi della CAN D e, prima di Torino – Sassuolo, eravamo già stati designati insieme per tre partite di Lega Pro. Non sono tantissime a dir la verità ma sin da subito ci siamo trovati in grande sintonia.

Il comune esordio in Serie A non ha fatto altro che fortificare il concetto di squadra che c’è sempre stato tra di noi. D’altronde vivere insieme un’emozione del genere crea un legame che resterà per sempre.

Domanda 3

Scendere in campo a soli quattro giorni dalla scomparsa di Stefano Farina non è stato facile per nessuno dei colleghi della CAN B. Stefano è stato il tuo Organo Tecnico al tuo primo anno sia in CAN PRO che in CAN B: come ha segnato la tua crescita umana ed arbitrale? Hai un aneddoto da raccontare?

La preparazione alla gara nel corso della settimana rappresenta una delle fasi più importanti della vita di un arbitro. Ma stavolta è stato ancora più difficile preparare la partita: non perché fosse il mio esordio in Serie A ma perché dovevo farlo dopo la scomparsa del nostro Maestro, come mi piace chiamarlo per tutti gli insegnamenti che mi ha trasmesso.

Tutti abbiamo ammirato Stefano Farina come un grande arbitro internazionale ma non tutti hanno avuto il privilegio di conoscerlo come il grandissimo dirigente qual è stato. Mi sento davvero fortunato ad essere stato uno dei suoi ragazzi. Avere avuto Stefano Farina come Responsabile della CAN PRO e della CAN B proprio nell’anno in cui mi affacciavo in queste categorie nazionali mi ha aiutato a crescere molto sia come arbitro che come uomo. Sin dal primo giorno, infatti, ci faceva capire dove ci trovavamo e, soprattutto, che la strada da fare era ancora lunga e tortuosa.

Ricordo bene che fu il primo Organo Tecnico a farci vedere i filmati in aula una sola volta per poi passarci il microfono in mano e domandarci “qui cosa fai?”. Se qualcuno provava a chiedere di poter rivedere il video, Stefano aveva sempre la risposta pronta: “ma in partita quante volte le rivedi le cose?”. Non è stato affatto facile scendere in campo domenica scorsa ma sin dal fischio d’inizio ho avuto la sensazione che ci fosse anche lui insieme a noi in mezzo al campo: ci ripeteva sempre “divertitevi” e sinceramente, in 17 anni di arbitraggio, non mi sono mai divertito come in Torino – Sassuolo!

Domanda 4

A chi dedicheresti questo esordio?

Dedico il mio esordio in primis a Stefano Farina: se sono arrivato ad arbitrare una partita di serie A devo molto a lui, a Cristiano Copelli ed a Gabriele Gava, che mi hanno consentito di intraprendere un percorso che mi ha portato fino all’esordio nella massima categoria nazionale.

Una dedica particolare va a mia moglie Claudia ed a mio figlio Edoardo perché nonostante il tempo sottratto loro mi supportano sempre e non mancano mai di farmi sentire il loro amore.

Lo dedico ALLA MIA FAMIGLIA che da 17 anni FA il tifo per me incondizionatamente, a tutti i miei amici e, in particolare, a chi mi ha seguito anche domenica scorsa, ovvero Nico, Simona e Fabio.

Per ultimo, ma non meno importante, voglio dedicare il mio esordio in Serie A a tutti i colleghi della Sezione, dai più giovani ai meno giovani, dal Presidente Paolo Iaboni ai ragazzi dell’ultimo corso: non dimenticherò mai l’affetto che tutti mi avete fatto sentire.

Orgoglioso di portare in alto il nome della Sezione di Frosinone

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