La visita di Narciso Pisacreta

22 Ottobre 2009


È solo la seconda riunione tecnica obbligatoria ma è già tempo di ospiti illustri. Lunedì 19 ottobre la Sezione di Frosinone ha avuto il piacere di ricevere la visita del Vice Presidente dell’AIA Narciso Pisacreta. Dopo essere stato introdotto dal Presidente Fabrizio D’Agostini l’ospite ha presieduto la riunione dando a tutti gli associati importanti consigli su come essere arbitri e come comportarsi sul terreno di gioco.
Si è soffermato soprattutto sugli aspetti tecnici entrando in alcuni casi anche nella sfera del regolamento associativo. Ha sottolineato come si è lavorato al vertice dell’AIA per far sì che tutti i presidenti degli organi tecnici avessero una visione omogenea di come ”essere arbitro”. Gli arbitri sono tutti uguali dalla CAN all’OTS,  solo in questo modo possiamo uniformarci e standardizzare i nostri provvedimenti tecnici e disciplinari. Abbiamo a disposizione un enorme quantità di materiale video con il quale possiamo incrementare la nostra esperienza.
Il Vice Presidente ha poi evidenziato quelle che sono le caratteristiche di un arbitro che si dividono in oggettive (l’allenamento e la conoscenza del regolamento) e soggettive (la personalità, il coraggio, il temperamento, la concretezza). Conoscere il regolamento è uno strumento di potere e essere allenati permette di trovarsi sempre vicino all’azione e prendere una decisione importante anche al 45° del secondo tempo. Si è soffermato molto su quelle che sono le qualità soggettive e che determinano diverse tipologie di arbitri. Esistono arbitri caratterizzati da uno “stile passivo” che fuggono di fronte alle decisioni più importanti e difficili, che fanno finta di non ascoltare le proteste; altri invece sono “aggressivi” e adottano atteggiamenti di superiorità e di sfida nei confronti dei calciatori, sottovalutano gli altri e sopravvalutano sé stessi; infine ci sono arbitri dallo “stile assertivo” con un atteggiamento teso a far valere le proprie opinioni e diritti rispettando i diritti e le opinioni altrui.
Una peculiarità fondamentale è l’uniformità di giudizio, bisogna adottare lo stesso metro di valutazione per entrambe le squadre e per tutta la durata della partita. L’arbitro deve conoscere lo spostamento e il posizionamento, deve essere sicuro nelle sue decisioni e deve saper adottare il giusti provvedimenti tecnici e disciplinari.
Nell’ultima parte del suo intervento Pisacreta si è concentrato sui motivi che spingono una persona ad intraprendere la carriera arbitrale.  A suo parere si diventa direttori di gara perché è un modo diverso di fare sport, perché si è animati da un forte senso di giustizia, perché si ha una grande passione per il calcio ed infine c’è anche chi lo fa per la tessera associativa. Qualsiasi sia il motivo che spinge a prendere una decisione di questo tipo è innegabile che l’arbitraggio sia un’attività formativa fisica, caratteriale e psicologica che insegna a conoscere se stessi.
Il Vice Presidente dell’Aia ha spiegato che gli arbitri devono avere la forza di trasformare tutte le situazioni negative in positive, di essere più forti degli eventi, di avere coraggio decisionale; gli arbitri devono decidere anche quando sarebbe più facile non farlo, devono restare tranquilli quando tutti gli altri non lo sono e devono avere la capacità di decidere e farsi accettare.
L’ospite ha concluso il suo intervento con una breve considerazione linguistica su come la parola coraggio si ricolleghi ad un’espressione dialettale partenopea “aggio cor” intesa come la capacità e la forza di prendere una decisione.
Al termine del suo intervento Narciso Pisacreta ha risposto ad alcune domande che gli sono state rivolte da alcuni partecipanti alla riunione, che gli hanno consentito di affrontare altri aspetti del mondo arbitrale tra i quali il progetto sperimentale della Commissione Arbitri Interregionale che prevede l’invio agli arbitri dalle relazioni redatte dagli Osservatori e più in generale di come deve un giovane arbitro affrontare i propri errori e proseguire il suo cammino e di come sia importante la conoscenza del regolamento associativo e di quanto anche i colleghi più esperti possano essere di supporto nel guidare alla corretta gestione di questo importante aspetto troppo spesso sottovalutato.
La riunione si è conclusa con il saluto del Presidente D’Agostini ed il ringraziamento all’ospite per l’interessante ed appassionato intervento che è stato anche occasione per Narciso Pisacreta per ritrovare ex colleghi assistenti alla CAN come Luciano Minotti  ed il nostro internazionale Franco Andreozzi.
di Simone Assante e Paolo Iaboni

nella foto da sinistra: Franco Andreozzi, Narciso Pisacreta, Fabrizio D’Agostini e Luciano Minotti.

Nella Fotogallery altri scatti della serata{jcomments on}

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