Una bellissima esperienza: 2^ Partita della Pace in Libano

13 Maggio 2010


Una bellissima esperienza. Così si può riassumere in poche parole l’emozione di una partita “oltreconfine” in compagnia di Stefano Farina e del collega assistente Bruno Sclavo.
“Ce l’hai il passaporto?” mi domanda per telefono il mio OT Marco Sacco non più tardi di quindici giorni fa. La mia risposta è affermativa; inizia così il percorso che mi ha portato in Libano lo scorso 7 e 8 Maggio ad arbitrare la Partita della Pace. Due giorni molto intensi vissuti con la consapevolezza ed il piacere di rappresentare,nel mio piccolo ed in compagnia dei miei colleghi,l’AIA ed in particolare il Comitato Regionale Lazio in quella che è stata una splendida “maratona” di beneficenza per la raccolta fondi a sostegno di progetti di sviluppo per le popolazioni del luogo.
La “missione” inizia la mattina di Venerdì 7 Maggio. Si parte con un Boeing dell’Aeronautica Militare dall’aeroporto di Pratica di Mare direzione Beirut,capitale del Libano.  Tutti insieme,noi della terna con i componenti della Nazionale Parlamentari e di quella degli Attori e dei Cantanti. Tanti volti noti della politica e dello spettacolo insieme a noi “giacchette nere”: tutti uniti per lo scopo benefico della manifestazione. Insieme a noi militari di UNIFIL, la forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel sud del Libano. Tre ore di volo e nel tardo pomeriggio l’arrivo a Beirut. Una città bellissima nelle sue contraddizioni. Quartieri completamente ricostruiti dopo gli anni della guerra,centinaia di cantieri aperti. Zone ricche accanto a vecchie baraccopoli; lussuosi hotel accanto ad edifici semidistrutti dalle bombe di una guerra che ancora non abbandona queste zone del Medio Oriente. Nella serata di Venerdì la cena sulla Fregata Italiana Zefira,ormeggiata nel porto di Beirut; una bellissima serata  con l’intervento del Ministro della Difesa La Russa a presentare la manifestazione benefica. Nel dopo cena si torna in hotel; Bruno ed io,consapevoli che forse non avremo altre possibilità di girare come turisti per Beirut,ce ne andiamo a spasso per le vie del quartiere più vicino al nostro hotel in compagnia di militari conosciuti durante il viaggio. Siamo stanchi ma entusiasti di vivere questa esperienza e vogliamo godercela fino in fondo. La zona è ricca,splendide moschee si alternano a Chiese cristiane ancor più belle. Gli edifici sono maestosi,in lontananza sulle colline c’è la Beirut vecchia,sicuramente lontana dal benessere ostentato dai nuovi quartieri finanziari ma ugualmente bellissima. La città è una meraviglia,siamo proprio capitati nel posto giusto per questa Partita della Pace! Arriva Sabato,si parte tutti insieme per Tiro,due ore di pullman direzione base militare di Shama,una delle sedi del contingente italiano in Libano. Attraversiamo Sidone,che insieme a Tiro è una delle città fenicie più antiche del Mediterraneo,ed arriviamo finalmente a destinazione. Qui abbiamo l’onore di visitare la base italiana,siamo accolti da militari molto gentili ed ospitali..loro,lontani anche mesi dal nostro Paese,che all’arrivo di questo “plotone” di onorevoli,attori e cantanti,forse si sentono un po’ più vicini all’ Italia che hanno temporaneamente lasciato per compiere il proprio dovere. Dopo il discorso del Ministro La Russa alle truppe,sotto un sole che picchia fortissimo ci dirigiamo tutti verso il campo sportivo di Tiro. I pullman sono super controllati, fa un certo effetto avere davanti un carro armato e decine di camionette dell’ Onu che ti scortano allo stadio. Per le strade tutti ci salutano e sono felici ma con la guerra da queste parti non si scherza. Beirut,Tiro…ogni strada, ogni incrocio di ogni città qui è fortemente militarizzato, ormai ci abbiamo fatto l’occhio. Arriviamo al campo e subito notiamo un’atmosfera festosa. La gente del luogo grida “Italia! Italia!”. Entriamo in campo e, sotto le note della banda dell’ Aeronautica Militare,tutti insieme cantiamo con il Ministro l’inno di Mameli e ad ascoltiamo quello libanese. Sono attimi emozionanti,forti. Stefano Farina, mentre siamo schierati a centrocampo,dice a me e a Bruno “ Ora, sentendo l’ Inno Nazionale, capirete cosa vuol dire arbitrare una partita rappresentando i colori del proprio Paese”. E’ proprio vero, Stefano ha ragione. L’emozione è tanta,siamo lì a rappresentare l’Italia insieme ai soldati in missione,siamo lì a portare aiuto a questa gente tanto accogliente,siamo lì per contribuire alla pace. Il triangolare fila via tranquillo. Bruno è assistente 1,io sono il 2. Dietro di me bambini gridano ed inneggiano all’Italia. Mi chiedono in inglese come mi chiamo ed io,tra un fuorigioco alzato e qualcun altro “snobbato” (per lo spettacolo qualche concessione si può fare),spesso mi giro a salutarli. Chiedo loro il nome e loro mi rispondono. Sventolano bandierine italiane. Qui in Libano,ci aveva spiegato un emissario dell’ambasciata italiana,sono tutti proiettati al Mondiale sudafricano e da queste parti,dopo il Brasile, Italia e Germania sono le Nazionali più tifate. Salima (spero di non sbagliare a scrivere il nome) mi urla dagli spalti “Forza Totti” ma io non riuscivo a comunicare; le sorridevo ma vai loro a spiegare che Totti,molto probabilmente,al Mondiale non ci andrà! Il Triangolare finisce,mi allontano dalla mia fascia e,facendolo, mi giro e saluto quella cinquantina di bambini con cui avevo “chiacchierato” durante la gara. I loro sorrisi mentre mi salutano non li scorderò mai. Ci sono le premiazioni,doccia,saluti al pubblico locale e poi partenza,direzione aeroporto di Beirut per far ritorno in Italia. Atterriamo a Pratica di Mare a notte fonda. L’esperienza, breve ma intensa, è terminata. Il ricordo di questi due giorni me lo porterò sempre dietro. Le meraviglie di Beirut,la festa dei libanesi accorsi al campo per la partita,la splendida accoglienza dei nostri militari che ci hanno organizzato ogni tappa di questo stupendo tour,l’emozione di arbitrare insieme a Stefano,con il quale Bruno ed io abbiamo condiviso questa meravigliosa esperienza. Un ringraziamento va al Presidente del CRA Nazzareno Ceccarelli ed in special modo ai miei due OT, Marco Sacco e Valentino Di Prisco,che mi hanno scelto per rappresentare,insieme ai miei colleghi,l’AIA per questo evento. Fiero di aver rappresentato il CRA LAZIO e,perché no,la sezione di Frosinone in questa esperienza che non scorderò mai.
Domenico Orsini

 

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